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I 7 FALSI MITI SULLA CHIRURGIA PLASTICA

Nonostante le possibilità e le piattaforme d’informazione in materia siano ormai diffusissime, i pregiudizi e le leggende metropolitane sulla chirurgia estetica non si placano: proviamo a vedere insieme quali sono le più diffuse e radicate, nonché le meno realistiche.

Cominciamo con una generalizzazione, che però deve essere un assunto di partenza ben definito: la chirurgia estetica non può risolvere qualsiasi problema, né deve farlo. Le possibilità di intervento sono moltissime, tuttavia la scelta non è sempre e solo personale, per lo meno non dovrebbe esserlo: un bravo chirurgo plastico, infatti, dovrebbe sempre consigliare e supportare i propri pazienti anche se questo può significare convincerli a desistere dalle loro intenzioni, spiegando i motivi per i quali un intervento chirurgico non può e non deve essere la soluzione, in determinate e specifiche situazioni.

Vediamo insieme i luoghi comuni più diffusi in merito alla chirurgia plastica e capiamo perché non sono veri:

  1. Le protesi mammarie sono definitive: NO. Come qualsiasi impianto di natura protesica anche le protesi mammarie, sebbene non abbiano una data di scadenza ben precisa, hanno un termine oltre il quale vanno incontro ad una parziale usura e deterioramento: con protesi di nuova ed ultima generazione è ormai ben posticipato nel tempo, di norma durano circa  20/25 anni, tuttavia trascorso questo periodo è consigliabile sostituirle. Per esempio, le protesi di ultimissima generazione (come queste http://www.allergan.com/treatments/medical_aesthetics/breast_aesthetics.htm) resistenti ad urti molto violenti, non interferiscono in alcun modo con gli esami di screening al seno e non hanno alcuna controindicazione se si viaggia in altitudine: sono davvero le più studiate al mondo, sia per quanto riguarda la chirurgia plastica estetica che per la chirurgia ricostruttiva e le più sicure, a mio avviso, pertanto consentono di approcciarsi ad una mastoplastica additiva con grandissima serenità. L’intervento di mastoplastica additiva inoltre non interferisce con la possibilità di allattamento. Il capezzolo non è interessato e non è prevista alcuna interruzione dei dotti galattofori, pertanto non esiste alcun ostacolo che si interponga tra la ghiandola mammaria e il capezzolo. Le protesi al seno, inoltre, non aumentano il rischio di cancro. Le protesi di ultima generazione non hanno alcun potere di indicizzare la possibilità di formazione di tumori. In realtà chi affronta un intervento di mastoplastica additiva può tranquillamente sottoporsi ai normali esami di routine screening mammario monitorando, esattamente come tutte le altre donne, in modo costante il proprio stato di salute, con tutto ciò che di buono ne consegue.
  2. Con il botulino i muscoli si atrofizzano: NO. Un bravo chirurgo è in grado di eseguire iniezioni di botulino che non presentano alcun tipo di effetto collaterale, men che meno l’atrofizzazione dei muscoli facciali: in quattro-sei mesi al massimo la contrazione muscolare torna nella norma e con essa l’espressività, sempre che non si sia abusato del prodotto. Ma anche in quest’ultimo caso, la diminuita espressività non è imputabile ad un’atrofizzazione dei muscoli. Se iniettato nelle giuste quantità e a intervalli regolari, non provoca alcun danno né diminuisce l’espressività, semplicemente rende meno attiva la contrazione eccessiva del muscolo che forma la ruga. E’ utile sapere inoltre che il botulino non è permanente: le infiltrazioni di botulino durano circa sei mesi, dopo di che se si vuole continuare a godere dell’effetto della tossina, è necessario replicare il trattamento. C’è persino chi crede che il botulino possa arrivare al cervello: sembra una barzelletta…e in effetti lo è, infatti è impossibile che ciò si realizzi. E’ dimostrato infatti che rimane nel sito di iniezione del muscolo interessato.
  3. I filler sono tutti uguali: NO. I prodotti disponibili per eseguire trattamenti di medicina estetica non sono uguali né nella composizione (il botulino è diverso dall’acido ialuronico o dall’idrossiapatatite di calcio) né nella durata e spesso neppure nelle finalità estetiche. Questo è in realtà un grosso vantaggio, in quanto ogni prodotto può meglio adattarsi ad un’esigenza rispetto ad un’altra ed essere più indicato per alcune pazienti e non per altre, per alcune rughe e non per altre, per alcune zone del volto e non per altre. Ciò dovrebbe rassicurarci sul fatto che, nelle mani di un buon chirurgo plastico che ha capito ciò che ci serve, non esiste il pericolo di diventare la fotocopia di tutte le altre pazienti, ma di vedere realizzato il nostro desiderio perché adattato alla nostra situazione individuale, senza stravolgere i propri lineamenti e le proporzioni del nostro viso.
  4. Con la liposuzione ci si può sbarazzare di tutti i chili di troppo: NO. La liposuzione è  il rimedio chirurgico certamente utile per chi ha accumulato grasso in eccesso, tuttavia non può sostituirsi ad un regime alimentare bilanciato e ad una regolare attività fisica ( anche solo 20 minuti di camminata al giorno) e ad un percorso di dimagrimento naturale, se il peso è eccessivo. Infatti un intervento di liposuzione è in grado di rimuovere in maniera armonica diversi kg in eccesso e in zone ben definite e ben pianificate con il vostro chirurgo plastico di fiducia, ma dieta ed l’attività fisica rimangono sempre valide alleate per mantenere il risultato nel tempo. Non dimentichiamoci anche l’importanza di indossare una guaina contenitiva, che aiuti i tessuti a cicatrizzare e ad adattarsi ai nuovi volumi del nostro corpo, per almeno 2 mesi dopo l’intervento ( e non per pochi giorni come sostenuto da molti).
  5. E’ meglio sottoporsi a un lifting dopo i 60 anni: NO. Anzi, è consigliabile proprio l’opposto: intervenendo prima, tra i 40 e i 50 anni, i tessuti sono più elastici e malleabili pertanto la risposta è migliore e l’effetto più duraturo. E’ inoltre possibile prolungare l’effetto del lifting sottoponendosi a trattamenti estetici soft come il laser combinato alla radiofrequenza, eseguibile in sede ambulatoriale senza ricovero né postumi operatori, che rinnovando completamente e profondamente la nostra pelle strato per strato ne migliora compattezza, trama e qualità, cancellando anche eventuali cicatrici e anti estetiche macchie dovute all’età o all’eccessiva esposizione solare..
  6. La rinoplastica rovina la respirazione: NO, se l’operazione è eseguita in modo assennato e da mani esperte. Molto spesso, tra l’altro, la migliora. Inoltre la rinoplastica non può essere l’unica soluzione per ottenere il naso dei nostri sogni o uguale alla celebrità del momento: non bisogna partire dal naso, bensì dal viso. Un nasino alla francese, all’insù e piccolino, potrebbe essere molto gradevole su un viso ma assai meno su un altro. Cerchiamo sempre di capire cosa sarebbe meglio per noi, per come siamo fatte e per la nostra fisicità, non cerchiamo di assomigliare a chi non siamo, affidiamoci ad un chirurgo plastico che non stravolga il nostro viso ma ne metta in risalto con l’intervento nuova luce e naturale bellezza.
  7. Le foto e i video in 3D possono darci un’idea realistica di come sarà il nostro aspetto dopo l’intervento: ASSOLUTAMENTE NO. Si tratta di escamotage utili soltanto a convincere i pazienti a sottoporsi ad un intervento. La realtà è che soltanto in sala operatoria si potranno valutare realmente qualità e consistenza dei tessuti ed avere un’idea abbastanza chiara di cosa è possibile ottenere: prima di ciò la cosa più importante è capire che non bisogna stravolgere il nostro aspetto, bisogna andargli incontro, agevolandone le naturali proporzioni e migliorandone il più possibile l’equilibrio e l’armonia.

In questo blog ho sempre sottolineato l’importanza di mettersi nelle mani giuste e informarsi: entrambe le azioni sono necessarie e una non può essere sufficiente senza l’altra. E’ vero che l’argomento è spesso trattato come qualcosa di superfluo o superficiale, tuttavia non dimentichiamo che stiamo parlando di noi, del nostro aspetto e della nostra salute.

Spesso si ragiona per falsi miti, false credenze o solo per sentito dire ed è proprio così che nascono dubbi e preoccupazioni: dai dubbi e dalle preoccupazioni possono a loro volta nascere delle scelte sbagliate.

Se parliamo di salute, della nostra salute, non è mai opportuno improvvisare o basarsi sull’approssimazione. Rivolgetevi sempre a degli specialisti qualificati e con titoli riconosciuti e verificati. Ricordate sempre che il chirurgo estetico non esiste, esiste lo specialista in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica, iscritto alla Sicpre (Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica). Andreste da un ortopedico per un problema al cuore o viceversa? E allora perché per la vostra bellezza non affidarsi a specialisti certificati?

Le possibilità di informazione ci sono e sono moltissime: utilizzatele sempre in maniera intelligente, critica e ragionata, e non date mai nulla per scontato, soltanto così potrete essere sicuri di fare una scelta consapevole e responsabile nei confronti di voi stessi.

By   Dott.ssa Alessia Glenda Buscarini

Articolo del 2 luglio 2014