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AUMENTARE IL SENO E LA FIDUCIA IN SE STESSE CON I PROGRESSI DELLA CHIRURGIA PLASTICA: I CONSIGLI E LE VALUTAZIONI DEL CHIRURGO PLASTICO

Il numero d’interventi di chirurgia plastica effettuati per aumentare il volume del seno non conosce battute d’arresto: quali sono le caratteristiche che ci consentono di sottoporci a un intervento per aumentare il seno, quali le migliori tecniche e i risultati che si possono ottenere?

Da qualche anno molti chirurghi, in virtù di una preparazione in costante aggiornamento e di tecniche estremamente all’avanguardia, sono in grado di intervenire sull’aumento del seno con risultati davvero straordinari. Il livello di naturalezza replicato rasenta ormai la perfezione e distinguere un bel seno naturale da un bel seno sul quale si è intervenuti chirurgicamente, è diventato un compito davvero arduo. La ricerca e l’affermazione della femminilità accompagnano noi donne sin dall’adolescenza: non è raro che alcune insicurezze possano nascere da una visione di noi stesse che non rispecchia ciò che ci saremmo aspettate, o avremmo desiderato. Per una donna il seno incarna un elemento davvero significativo del proprio corpo, poiché molto spesso l’identificazione della femminilità è associata  proprio ad esso. E anche la maggior parte degli uomini, com’è noto, lo considera un attributo profondamente attraente ed espressivo.

Ricorrere ad una mastoplastica additiva, o ad una mastopessi, rappresenta per molte donne un’esigenza che va di pari passo con il gradimento che hanno di loro stesse: pertanto, se un intervento per aumentare il seno diventa uno strumento per incrementare la fiducia nella propria individualità, ben venga. Di seguito cercherò di esporre e spiegare quali rappresentano le soluzioni migliori, in fatto di tecnica, nell’ambito della mastoplastica, per aiutare le mie lettrici nella consapevolezza d’informazione che, come ho ripetuto già in numerose occasioni, rappresenta uno strumento imprescindibile per la vostra scelta.

Qualche indicazione di massima prima di decidere:

–       l’intervento di mastoplastica additiva non può essere effettuato su pazienti minorenni, sia per Decreto Legislativo del 30.07.2010, sia per le controindicazioni date da una maturazione fisica possibilmente ancora in atto

–       in caso di allattamento è necessario aspettare almeno 9 mesi dal termine dello stesso per evitare di interferire sulla ghiandola mammaria

–       la mastoplastica additiva rappresenta un intervento chirurgico al 100% e come tale deve essere affrontato nella preparazione e nel post-operatorio: la convalescenza prescritta dallo specialista deve essere rispettata senza eccezioni, se si desidera godere appieno dei benefici dell’intervento senza correre inutili rischi. L’attività fisica dovrà essere sospesa per almeno un mese, e comunque non ripresa prima dell’esplicito nulla osta del chirurgo. Per lenire il fastidio spesso fisiologico dei primissimi giorni dopo il trattamento, potrebbe essere necessaria l’assunzione di analgesici

–       il percorso di medicazioni post-operatorie è studiato sulla base della tecnica eseguita e della risposta dell’organismo: in qualsiasi caso, almeno per il primo giorno, è consigliabile in riposo a letto, rientrare al lavoro dopo circa 4 giorni e indossare un reggiseno contenitivo personalizzato per almeno 1 mese.

–       Prima di qualsiasi intervento al seno è necessario sottoporsi ad un esame di controllo della ghiandola mammaria (ecografia o mammografia) per valutarne lo stato di salute.

La chirurgia estetica del seno, con o senza protesi, non interferirà con i normali controlli di routine che ogni donna dovrebbe fare soprattutto dopo i 40 anni, che potranno essere tranquillamente effettuati.

Le migliori tecniche di mastoplastica additiva sono essenzialmente 3:

  1. 1. MASTOPLASTICA SOTTOGHIANDOLARE (sede retromammaria): la protesi viene inserita nel tessuto retromammario, quando è presente un appropriato spessore dello stesso. I vantaggi di questa tecnica possono essere riconosciuti nell’assenza di variazioni di forma della mammella durante la contrazione del muscolo pettorale, con un controllo ottimale della forma; il decorso operatorio è più rapido e il risultato assolutamente naturale.
  2. 2. MASTOPLASTICA DUAL PLANE (sede parzialmente retro muscolare): la protesi mammaria è collocata solo parzialmente dietro al muscolo pettorale, valorizzando in questo modo la naturale forma “a goccia” del seno e mantenendone la parte inferiore più soda ed arrotondata.
  3. 3. MASTOPLASTICA MULTIPLANE: la migliore, a mio avviso, che in pochissimi chirurghi in Italia siamo in grado di eseguire e veramente innovativa. Durante l’intervento il chirurgo crea differenti piani (da qui il nome Multi-plane): un piano più profondo nel quale viene inserita una piccola protesi, e uno più superficiale che fissa la mammella più in alto. La ghiandola mammaria è quindi sollevata (si esegue quindi una mastopessi, tecnica che spiegherò nel paragrafo successivo) grazie a punti di sutura invisibili perché interni al seno, mentre la protesi utilizzata può essere anche di piccola dimensione poiché inserita in un piano profondo e quasi interamente rivestita dal muscolo, il quale collabora a costruirne un  aspetto assolutamente naturale. Grazie a questa tecnica è quindi possibile aumentare anche solo leggermente le dimensioni del seno, sollevandolo notevolmente e limitando le cicatrici necessarie ad una sola, nascosta nel solco sottomammario.

Le protesi inserite non hanno una data di scadenza e possono quindi durare oltre 15 anni, dopo di che è consigliabile rimuoverle o sostituirle. Esse non favoriscono tumori al seno, non sono causa di malattie e non alterano un’immagine mammografica o ecografica, quando queste sono eseguite con la professionalità necessaria.

E’ possibile anche procedere ad un rimodellamento del seno, senza inserimento di protesi, sollevandolo e correggendone la forma. La Mastopessi rappresenta un vero e proprio lifting al seno, che ne rassoda il tessuto e la struttura. Essa è consigliabile quando il seno presenta alcune spiacevoli caratteristiche come capezzoli che puntano verso il basso, un aspetto cadente, troppo rilassato e con cute in eccesso, causate da un dimagrimento eccessivo o troppo rapido, una gravidanza, l’allattamento, eccessiva foto-esposizione o ipersviluppo puberale.

L’intervento si basa sull’eliminazione della cute in eccesso che, una volta rimossa, risolleva il seno nella sua posizione originale: il seno apparirà quindi più sodo e plastico. La procedura non interviene in alcun modo sull’integrità della ghiandola, mantenendo intatte le opportunità di allattamento naturale. L’intervento ha una durata di circa 2 ore, con ricovero di una notte: può essere eseguito da pazienti di tutte le età, posto che lo sviluppo mammario sia completato definitivamente. In caso di allattamento è necessario anche in questo caso attendere almeno 9 mesi dal termine. Grazie alla Mastopessi, è possibile utilizzare i tessuti propri del seno, rimodellandoli “a forma di protesi” per ottenere un risultato molto pieno nella parte superiore del seno (tecnica dell’autoprotesi), altrimenti può essere abbinato all‘inserimento di protesi artificiali per aumentare anche il volume del seno oppure a procedure correttive per intervenire su asimmetrie delle mammelle.

La mastopessi si rivela utile anche quando una donna decide di rimuovere le protesi al seno, senza le quali i tessuti del seno si lasciano cadere e dovranno quindi essere riposizionati in posizione più alta.

E’ possibile inoltre ricorrere al Lipofilling, cioè al trapianto di grasso da una porzione del corpo “più abbondante” ad un’altra, come il seno. Questa tecnica è utilizzata per eseguire piccoli aumenti di dimensione del seno, per rinforzarne i poli superiori che con il tempo tendono a svuotarsi oppure per ricoprire meglio la protesi ed avere un risultato più naturale.

By   Dott.ssa Alessia Glenda Buscarini

Articolo del 7 gennaio 2013