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LA MASTOPLASTICA RIDUTTIVA: ANCHE LA DIMINUZIONE DEL SENO TRA GLI INTERVENTI DI CHIRURGIA PLASTICA PIU’ RICHIESTI

C’è chi vuole aumentarlo e c’è chi vuole ridurlo: le misure del seno sono sempre importanti per le donne e la ricerca della taglia perfetta e che più rispecchia il nostro ideale accompagna le scelte estetiche che compiamo sul nostro corpo.

Per la prima volta parliamo di mastoplastica riduttiva e capiamo insieme come si svolge questo intervento di chirurgia plastica.

La mastoplastica riduttiva è un intervento praticato da molto tempo, probabilmente uno dei primi eseguiti dalla moderna chirurgia plastica. Grazie ad essa è possibile ridurre il volume del seno quando esso è fuori norma e in totale disarmonia con le proporzioni del nostro corpo. In molti casi un volume spropositato del seno, oltre ad un poco gradevole effetto estetico, può comportare problemi di postura, con conseguenti anomalie della colonna vertebrale e spesso anche dolore e senso di pesantezza,

Un seno troppo grande è sottoposto a maggior forza di gravità pertanto la sua “discesa” sarà assai più rapida nel corso degli anni, costringendo ad indossare reggiseni spesso contenitivi e molto scomodi, oltre che difficilmente dissimulabili con i vestiti scollati.

Liberarsi “del peso” è quindi una soluzione che semplifica la vita e ne migliora molti aspetti, compresa la libertà di movimento e aumenta la possibilità di sentirsi a proprio agio anche nelle stagioni più calde con il proprio corpo e la propria femminilità.

 

In relazione alla problematica in essere, il vostro chirurgo plastico deciderà qual è il miglio modo per intervenire: la tecnica per eseguire una mastoplastica riduttiva non è soltanto una, bensì molteplici, ognuna più adatta a una specifica situazione.

 

4 DIVERSE TECNICHE PER RIDURRE IL SENO

1. Cicatrice a “T” invertita: rappresenta la tecnica più eseguita e diffusa ed in caso di seni di grandi dimensioni è l’unica tecnica utilizzabile.

Attraverso un’incisione simmetrica intorno all’areola e a forma di T invertita nella parte più bassa del seno, è una procedura che permette di prevedere accuratamente il risultato finale e che promette una buona stabilità nel tempo.

Il vantaggio di questa tecnica è che permette di eliminare i tessuti inferiori del seno oppure di riposizionarli più in alto per riempire la porzione superiore del seno nel caso in cui questa si sia svuotata con il tempo.

E’ tuttavia possibile, anche se molto raro, che questa tecnica arrivi a produrre una cicatrice visibile nella porzione interna del solco inframammario, cioè in una porzione di pelle che viene lasciata sempre più “scoperta” nella moda attuale. E’ necessario sottolineare inoltre che qualsiasi cicatrice si produca vada possibilmente incontro ad ipertrofia, diventando con gli anni moderatamente spessa, rilevata e leggermente violacea.

In tutti questi casi fortunatamente è possibile ricorrere a trattamenti di laser co2 microablativo per migliorare l’aspetto delle cicatrici.

 

2. Cicatrice verticale: affermatasi negli ultimi vent’anni, si basa sul principio che in alcuni casi la componente orizzontale della cicatrice a T invertita possa essere evitate perché l’elasticità tessutale è in grado di riassorbire nel tempo l’eccesso cutaneo. Tuttavia, in questi casi, le caratteristiche del mantello cutaneo devono essere, come minimo, buone e comunque si corre il rischio che una parte di cicatrice (l’estremo inferiore) possa avere bisogno di una piccola revisione, in anestesia locale, a distanza di circa 6 mesi dall’intervento.

3. Cicatrice peri-areolare: può apparire come la più conveniente per le ridotte dimensioni della cicatrice. E’ comunque una procedura che si può proporre solamente per seni abbastanza giovani, con buon tono cutaneo e modesta necessità di riduzione. Nel caso in cui la riduzione cutanea dovesse essere marcata, si avrebbe un eccessivo schiacciamento del cono mammario evitabile solo grazie al contemporaneo inserimento di una protesi mammaria. Inoltre, in seguito ad un’importante asportazione di cute in eccesso, potrebbero generarsi, per diversi mesi dopo l’intervento, delle antiestetiche pieghe intorno all’areola che si possono correggere soltanto con una procedura chirurgica in anestesia locale.

 

QUANDO OPERARSI?

L’intervento di mastoplastica riduttiva può essere eseguito in qualsiasi periodo dell’anno: tuttavia è preferibile evitare i mesi centrali dell’estate. Il caldo, infatti, favorisce l’edema e rende scomodo il reggiseno contenitivo che va necessariamente indossato nel mese successivo dopo l’intervento di riduzione del seno per aiutare a creare una forma migliore e per aiutare lo sgonfiarsi del seno.

 

TRATTAMENTO PRE E POST-OPERATORIO

Con il vostro chirurgo plastico di fiducia valuterete la situazione nel suo complesso, metterete in chiaro le vostre aspettative e il chirurgo plastico vi chiarirà se esse sono realistiche e attuabili.

Qualora esistano più alternative, vi verranno illustrate tutte le diverse possibilità per eseguire l’intervento, pianificandone la migliore strategia.

Riceverete la lista degli esami preliminari cui sottoporvi per affrontare l’intervento in condizioni di sicurezza, e la prescrizione dei farmaci che dovrete assumere nell’immediato postoperatorio.

L’intervento ha una durata solitamente di circa 2-3 ore.

Il ricovero in clinica è di solo una notte di degenza, dopodiché sarà consentito tornare a casa per una settimana di convalescenza. In questa prima settimana sarà possibile muoversi liberamente all’interno dell’abitazione, evitando però le attività più impegnative. Dopo un paio di giorni vengono di solito rimossi i drenaggi, utili per evitare che si formino raccolte di liquido infiammatorio e cambiata la medicazione. Per le suture vengono utilizzati punti riassorbibili che cadono da soli dopo 10-15 giorni e per circa 6-7 mesi è consigliabile evitare di esporre le cicatrici al sole direttamente.

 

LA RIDUZIONE DEL SENO CON LIPOSUZIONE

In alcuni casi la grandezza del seno è dovuta ad un eccesso di componente adiposa e non di tessuto ghiandolare: in questo caso è possibile realizzare una semplice liposuzione della zona interessata, ma i tessuti della paziente dovranno essere molto elastici per non creare un rilassamento antiestetico (svuotamento) una volta ridotto il volume del seno. In questo caso si renderà necessario abbinare alla riduzione del seno con liposuzione anche un intervento di risollevamento ed eliminazione di pelle in eccesso.

By   Dott.ssa Alessia Glenda Buscarini

Articolo del 14 aprile 2014