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LE PROTESI AL SENO REGOLABILI: NUOVA CONQUISTA DELLA CHIRURGIA PLASTICA OPPURE FOLLIA?

Protesi al seno regolabili: arriva dagli U.S.A. una delle novità più allettanti e rivoluzionarie oppure bufala? Com’è possibile che un impianto per laumento del seno possa essere regolato nelle dimensioni anche dopo lintervento?

Le protesi al seno regolabili hanno creato recentemente scalpore e numerose discussioni nel mondo della chirurgia plastica e medicina estetica: ciò non significa che esse siano però una novità, poichè esistono da circa 40 anni e sono state impiegate a lungo nella chirurgia ricostruttiva, per poi essere sostituite al giorno d’oggi quasi totalmente da protesi a volume fisso.

La mastoplastica additiva con protesi in gel di silicone e il lipofilling non sono più le uniche due tecniche chirurgiche alle quali è possibile sottoporsi per aumentare il volume del seno: le protesi al seno regolabili, nate e utilizzate per la prima volta negli Stati Uniti, cominciano ora ad essere richieste da moltissime donne.

In quest’articolo cercheremo di capire perché è nata l’esigenza di creare delle protesi al seno in grado di modificare le proprie dimensioni, quali sarebbero gli impieghi ai quali sarebbero destinate e quali sono i pro e contro di un intervento di questo tipo.

Il decolleté è, per molte donne, motivo di cruccio. Troppo scarso, nella maggior parte dei casi, oppure poco tonico, disarmonico con il resto del corpo, irregolare o asimmetrico: i motivi per i quali le donne decidono di sottoporsi ad un intervento di mastoplastica additiva o di lipofilling sono numerosi, ma la finalità sempre la stessa, cioè ottenere un seno piacevole e che corrisponda alle aspettative individuali. Abbiamo eviscerato in articoli precedenti le motivazioni per cui non sempre i desideri personali corrispondono a ciò che meglio si addice alla nostra fisicità o alla nostra situazione clinica, ponendo l’accento sullimportanza di rivolgersi ad un professionista del settore in grado di guidarci nella giusta direzione.

Abbiamo visto come è possibile orientarsi verso differenti tecniche di chirurgia plastica finalizzate all’aumento del seno, ognuna con un iter e risultati finali diversi. Esistono interventi più o meno invasivi e con possibilità di scelta davvero ampia: ciò non significa che le possibilità siano però infinite né che qualsiasi innovazione (o sedicente tale) del settore sia davvero valutabile.

Le protesi al seno regolabili sono state ideate e realizzate negli Stati Uniti: si tratta di impianti che, una volta inseriti, possono essere regolati per aumentarne progressivamente il volume durante un arco di tempo che va da sei mesi a un anno.

Com’è possibile ciò, senza doversi sottoporre nuovamente ad un intervento chirurgico?

Le protesi sono dotate di una valvola che, inserita sotto pelle, permette di riempire le protesi con una soluzione fisiologica in grado di aumentare la grandezza del seno fino al 30% in più rispetto alle condizioni di partenza.

La regolazione delle dimensioni del seno può avvenire in più riprese.

 

PERCHE’ SONO STATE IDEATE LE PROTESI REGOLABILI?

Le protesi al seno regolabili sono state ideate con finalità totalmente terapeutica: esse sono state realizzate per consentire alle pazienti che hanno subito, per esempio, una mastectomia parziale o totale a seguito di un cancro al seno, di poter ricostruire il proprio seno con un unico intervento.

Ciò era possibile poiché nel corso della mastectomia veniva creato una tasca al sotto i muscoli pettorali nella quale poter inserire una protesi di piccole dimensioni: le dimensioni di tale protesi, nei mesi successivi, potevano essere incrementate gradualmente per ottenere un seno ricostruito più voluminoso.

E’ però necessario sottolineare che il risultato cosmetico raggiungibile con le protesi regolabili non può essere paragonato a quello che si può ottenere eseguendo prima un’espansione con una protesi espandibile (espansore) e poi la sua sostituzione con una protesi anatomica in gel di silicone altamente coesibile.

Rimodulare l’aspetto del proprio seno, anche, a seguito dell’asportazione della mammella è una procedura che deve mirare ad ottenere il grado più alto possibile di soddisfazione delle sempre più giovani pazienti, motivo per cui solo pochi chirurghi utilizzano ancora le antiquate e meno gradevoli protesi a volume espandibile.

Inoltre molti non sanno che l’espansione della protesi, attraverso una puntura nella valvola, è alquanto dolorosa: molte donne, infatti, richiedono spesso la rimozione chirurgica della valvola, proprio perché molto fastidiosa.

La consistenza delle protesi (metà acqua e metà silicone) non assomiglia per nulla a quella di un seno naturale, e se si decide di sgonfiare le protesi per tornare al volume di partenza i tessuti rimangono vuoti, perdono elasticità e assumono un aspetto cadente.

Io credo che tutto ciò possa essere “sopportato” da una persona che ha perso il proprio seno a causa di un tumore, ma difficilmente sarebbero accettati da chi interviene sul proprio decolleté per motivi puramente estetici.

Capiamo quindi perché le protesi al seno regolabili sono state concepite per un impiego ben definito e limitato.

 

PERCHE’ LE PROTESI AL SENO REGOLABILI NON SONO INDICATE NELLE MASTOPLASTICHE CLASSICHE?

Per una donna qualsiasi, sana ma con la voglia di migliorare l’aspetto o aumentare il volume del proprio seno, le protesi regolabili rappresenterebbero, nel suo immaginario, il non plus ultra delle possibilità: un seno nuovo, più bello, sodo e in più “regolabile” nel tempo. Dall’opportunità al suo abuso e alla pubblicità ingannevole, purtroppo, la strada è breve.

Moltissimi chirurghi plastici ritengono poco adeguato l’utilizzo delle protesi regolabili senza chiara indicazione medica o effettiva necessità: ciò non toglie che moltissimi altri le innestino e addirittura le suggeriscano a pazienti perfettamente sane.

Anche da ciò si è scatenato il boom delle richieste.

Da un sondaggio condotto su un campione di 300 pazienti che si sono sottoposte a mastoplastica additiva, il 50% ha dichiarato di non essere soddisfatta delle dimensioni ottenute, poiché troppo ridotte rispetto alle attese. Va da sé che, se il trend è questo, la possibilità di aumentare il volume anche dopo l’intervento e senza tornare sotto i ferri, diventa qualcosa cui le potenziali pazienti non vorrebbero rinunciare, a prescindere dalla finalità con cui le protesi regolabili sono state ideate.

Oltre oceano, tra l’altro, molti chirurghi utilizzano ancora protesi riempite con soluzione fisiologica perché di più semplice utilizzo: tuttavia l’aspetto totalmente ‘a palloncino’, artificiale e di consistenza innaturale spiana la strada, anche se si tratta di un ulteriore passo falso, alle protesi regolabile.

Quando si decide di sottoporsi ad un intervento di mastoplastica additiva, il vostro chirurgo plastico vi affiancherà e consiglierà nella scelta della dimensione dell’impianto che meglio si adatta al vostro corpo, valutando la larghezza del vostro busto, le dimensioni del seno attuale, l’altezza e molti altri fattori.

Sarà quindi possibile avere un’immagine chiara di ciò che sarà l’aspetto e la dimensione del nuovo seno. Vi sarà inoltre chiesto di portare esempi chiari di ciò che volete ottenere, attraverso foto e immagini da voi scelte.

E’ chiaro pertanto che il risultato di una mastoplastica additiva è facilmente intuibile e che l’insoddisfazione post-operatoria può essere legata a due fattori fondamentali: l’incapacità del chirurgo di operare in modo soddisfacente, ma questo è un rischio che si elimina se ci si affida a un professionista del settore; oppure quel senso di insoddisfazione personale e continuativo che purtroppo spesso si traduce in un disturbo che non ha genesi fisiologica e deve essere indagato e affrontato con mezzi ben diversi dalla chirurgia plastica.

By   Dott.ssa Alessia Glenda Buscarini

Articolo del 1 agosto 2013