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CHIRURGIA PLASTICA TRADIZIONALE OPPURE CHIRURGIA SOFT? 5 INTERVENTI A CONFRONTO

E’ possibile sottoporsi ad un intervento di chirurgia plastica soft ottenendo gli stessi risultati della chirurgia plastica tradizionale? Se sì, quali sono le procedure possibili e più di successo? Proviamo a mettere a confronto 5 interventi di chirurgia plastica tradizionale con i “corrispondenti” eseguiti con un approccio molto meno invasivo.

La cosiddetta chirurgia plastica soft sta, negli ultimissimi anni, prendendo piede e si sta affermando tra le preferenze assolute di moltissime donne. Optare per un intervento poco o affatto invasivo era un sogno che molte di noi facevano ad occhi aperti, ma che fino allo scorso decennio non era purtroppo realizzabile.

Il progresso della chirurgia plastica e della medicina estetica non si è mai fermato e ad oggi è arrivato a risultati considerati impensabili.

Proviamo a mettere a confronto 5 tra gli interventi più richiesti ed effettuati dalla chirurgia plastica tradizionale con altrettanti metodi soft, spiegandone le differenze nella procedura e ciò che cambia, se effettivamente cambia, nel risultato.

 

1. MASTOPLASTICA ADDITIVA VS LIPOFILLING

La mastoplastica additiva rappresenta ancora l’intervento più richiesto dalle donne: aumentare il volume del decolleté attraverso l’inserimento di protesi è la procedura standard più praticata dai chirurghi plastici. L’effetto può essere abbastanza naturale, se le protesi utilizzate sono di ultimissima generazione e non sproporzionate rispetto alle dimensioni del proprio torace, oppure molto artificiale, se il materiale utilizzato non è all’avanguardia o il desiderio della paziente non è conforme all’armonia ed all’equilibrio del proprio corpo.

Al fine di eseguire l’intervento in condizioni di massimo comfort e sicurezza per la paziente, è prevista una notte di ricovero ed una degenza di circa 2 settimane, durante le quali non  si devono sforzare i muscoli coinvolti per non compromettere il risultato finale.

Il lipofilling è invece un approccio più soft e, per piccoli aumenti di seno, ugualmente di successo. Non prevede l’inserimento di materiale artificiale e si serve del grasso corporeo per riempire le zone desiderate. Il decorso operatorio e post-operatorio è molto più rapido e le complicazioni, se l’intervento è eseguito da mani esperte, quasi inesistenti. Il risultato è sempre molto naturale poiché è possibile aumentare il proprio seno di circa una taglia e mezzo. Una percentuale di riassorbimento da parte del proprio corpo deve è fisiologica, pertanto la procedura deve essere di solito ripetuta per avere un risultato stabile nel tempo.

 

2. LIFTING CLASSICO VS LASER CO2 + RADIOFREQUENZA, LIPOFILLING, FILLER

Anche il lifting classico del viso è uno degli interventi più praticati negli ultimi decenni: appianare o eliminare le rughe, restituire al viso giovinezza e armoniosità limando magari alcuni inestetismi è un desiderio di moltissime donne over 45.

Agendo con le tecniche tradizionali, quindi con bisturi e attraverso il riposizionamento dei tessuti che hanno perduto tono, significa sottoporsi ad un vero e proprio intervento chirurgico, con una degenza ed un post-operatorio di qualche settimana, oltre ad un costo consistente.

E’ possibile oggi evitare tutti questi inconvenienti affidandosi a soluzioni più soft come l’azione combinata del laser CO2 con la radiofrequenza, per esempio: una procedura che rinnovando completamente e profondamente la pelle, corregge rughe più o meno marcate, macchie ed imperfezioni del viso , in maniera non invasiva, non dolorosa ed estremamente efficace, anche sul lungo periodo. Allo stesso modo, per riempire alcune depressioni del viso, aumentare labbra e zigomi in maniera naturale è possibile ricorrere al lipofilling (iniettando il proprio grasso corporeo come riempitivo) oppure a filler dai risultati naturali come l’acido ialuronico, che non stravolgono in alcun modo l’espressività del viso.

 

3. AUMENTO DEGLI ZIGOMI CON PROTESI VS AUMENTO DEGLI ZIGOMI CON FILLER

Zigomi voluminosi e ben definiti rappresentano uno dei canoni di bellezza che più ispirano i nostri tempi. Grazie agli zigomi un viso può diventare più espressivo e intrigante, pertanto la chirurgia plastica ha messo a punto un intervento di aumento degli zigomi attraverso l’inserimento di protesi che consente di ottenere l’effetto desiderato. Anche in questo caso, intervenendo in modo tradizionale, è necessario sottoporsi ad un vero e proprio intervento chirurgico ed inserire materiale artificiale e permanente. I risultati possono non essere naturali e stravolgere l’autenticità del proprio viso.

Zigomi definiti e affascinanti si possono oggigiorno ottenere anche sottoponendosi semplicemente a iniezioni di filler come Radiesse o acido ialuronico, oppure a lipostruttura (cioè il trapianto di grasso): ognuna di queste soluzioni garantisce risultati naturali e in armonia con i lineamenti del proprio volto.

 

4. BOTOX VS LIFTING DELLE SOPRACCIGLIA

Capita spesso che alcune pazienti chiedano di sottoporsi ad una blefaroplastica confondendo la pelle che cade sugli occhi come eccedenza delle palpebre: può infatti accadere che tale abbondanza sia invece una parte del sopracciglio, pertanto si deve intervenire in modo differente.

Il lifting tradizionale del sopracciglio può essere diretto – rimuovendo una porzione di cute sopra il sopracciglio e suturando (con la possibilità che la cicatrice sia leggermente visibile) – oppure indiretto – cioè agendo dall’attaccatura dei capelli e sollevando la cute dall’alto.

In entrambi i casi si tratta di interventi chirurgici.

Anche qui è possibile sostituire la procedura invasiva con una soluzione soft, con l’aiuto di iniezioni di Botox.

L’importante è affidarsi a specialisti in chirurgia plastica, i soli che conoscono veramente l’anatomia funzionale dei muscoli mimici e che sappiano pertanto quale prodotto e in che quantità utilizzare per preservare la naturale espressività del viso.

 

5. PEELING CHIMICI E DERMOABRASIONI VS LASER

Eliminare macchie della pelle, senili o solari e cicatrici è sicuramente un altro tra gli interventi più richiesti nel settore della medicina estetica. Il metodo tradizionale prevede il cosiddetto peeling chimico (o chemoesfolazione/chemochirurgia/photoaging) che prevede l’applicazione di uno o più agenti chimici esfolianti che provocano la micro-distruzione di alcune porzioni di epidermide o di derma – a seconda del problema. Si tratta però di acidi a percentuale variabile, a mio avviso, troppo aggressivi per la pelle. Con la dermoabrasione, invece, la pelle viene sottoposta ad un processo di abrasione attraverso la rotazione di uno strumento specifico (di solito una spazzola munita di filo metallico, una fresa di diamante o una ruota dentellata). Questo procedimento rimuove l’epidermide e il derma superficiale ed è impiegato per trattare una grande varietà di condizioni dermatologiche, come cicatrici da acne, cicatrici traumatiche, esiti di precedenti ustioni o tatuaggi.

I medesimi risultati, con un approccio molto meno invasivo e nettamente meno doloroso e decisamente più preciso, si possono ottenere oggigiorno grazie all’impiego di laser: esso è in grado di provocare un rinnovamento completo e progressivo della pelle senza sanguinamento, riducendo sensibilmente il rossore post operatorio e permettendo tempi di ripresa assai rapidi. Grazie all’azione del laser, insieme alle cicatrici e le macchie, è possibile dire addio anche alle rughe superficiali e a tutti i segni di invecchiamento cutaneo. Un trattamento di soli 30 minuti è sufficiente per intervenire su tutto il viso.

By   Dott.ssa Alessia Glenda Buscarini

Articolo del 7 ottobre 2013